Conservazione e Restauro Collezione:

Restauro della Carta

Restauro della Carta

Materiale per restaurare carta e documento grafico. Carta giapponese tengujo di CTS in quattro grammature, da 6 a 18 g, per rinforzi, innesti e foderature; amido di frumento per preparare la colla d'amido, e Klucel G, adesivo per carta e cartoni. Per l'asciugatura e l'umidificazione, carta assorbente Lascaux, molto assorbente e con una resistenza a umido molto buona, e membrana Sympatex, impermeabile all'acqua liquida e traspirante al vapore. E pinzette di precisione con luce LED, in versione dritta e curva, per collocare piccoli innesti e strisce di rinforzo.

Domande frequenti sul restauro della carta

Quale adesivo usare per restaurare la carta: colla d'amido di frumento, metilcellulosa, Tylose o Klucel G?
Si sceglie in base al lavoro e alla quantità d'acqua che conviene apportare. La colla d'amido di frumento si prepara per cottura (gelatinizza tra 58 e 64 °C) ed è l'adesivo principale nella conservazione della carta occidentale: cerniere, innesti, foderature, velinature e consolidamento dei medium. La metilcellulosa (Methocel A4M) dà un film chiaro, tenace e flessibile, e nelle foderature si mescola con la colla d'amido. La Tylose MH 300 P2, un etere di cellulosa solubile in acqua fredda, si usa come adesivo in soluzione acquosa. Il Klucel G si usa come adesivo per carta e cartoni e si scioglie anche in etanolo: serve quando conviene apportare poca acqua.
Hollytex o Reemay: quale tessuto non tessuto di poliestere usare sulla carta?
Dipende dal lavoro. Entrambi sono tessuti non tessuti di poliestere impiegati come supporto intermedio nel lavaggio della carta; finché l'opera è umida, conviene mantenerla tra supporti permeabili di poliestere non tessuto. Il Reemay ha più texture in superficie e trattiene bene la carta bagnata durante il lavaggio; si presenta in 17, 34 e 71 g/m² (gradi 2250, 2014 e 2024). L'Hollytex, calandrato, è più liscio: è indicato quando si teme che la texture si trasferisca a medium teneri o alla carta stessa. Serve anche come strato di separazione tra fogli di carta assorbente e come interstrato; si presenta in 34 g/m².
A cosa servono la carta assorbente e il Sympatex nel restauro della carta?
Sono complementari: la carta assorbente assorbe e la membrana lascia passare il vapore, ma non l'acqua liquida. La carta assorbente Lascaux, a fibra lunga e tenace, molto assorbente e con una resistenza a umido molto buona, si usa per asciugare e spianare dopo un trattamento acquoso, per il lavaggio per capillarità e come serbatoio d'acqua nell'umidificazione. Il Sympatex è una membrana compatta, idrofila e senza pori, in polietere-estere. Nel pacchetto di umidificazione, la carta assorbente umida apporta l'acqua e la membrana fa da barriera: l'opera riceve vapore, non acqua liquida. Nell'asciugatura, la membrana liscia contro la carta aiuta a conservare la superficie satinata.
Quali strumenti si usano per manipolare carta fragile e pezzi piccoli durante il restauro?
La prima cosa è il supporto: si lavora su un tavolo piano, con la carta dentro la sua cartellina o su un supporto rigido, toccandola solo nelle zone prive di immagine e di testo e con le mani pulite e asciutte. Per separare fogli fragili si usa un separafogli: microspatola, stecca sottile o cartoncino rigido. Una carta bagnata e danneggiata si solleva facendo scorrere al di sotto un foglio di poliestere. La stecca, d'osso o di plastica, serve inoltre a piegare e a brunire. Per collocare piccoli innesti e strisce di rinforzo si usano pinzette, come la pinzetta dritta e la pinzetta curva di precisione con luce LED.
Il Klucel G si scioglie in acqua o in alcol?

In entrambi, con una precisazione utile: sopra i 45 °C smette di essere solubile in acqua. Si scioglie anche in molti solventi polari, e non nella maggior parte di quelli apolari. In soluzione al 2 % il suo pH è tra 5,0 e 8,5.

Danno una soluzione limpida l'acqua fredda, l'alcol etilico, il metanolo, l'isopropanolo al 95 % e il glicole propilenico; con acetone o isopropanolo puro risulta torbida, e nell'acquaragia minerale, nel toluene o nello xilene non si scioglie. E se una soluzione in acqua si è scaldata e intorbidita, non è persa: raffreddandola sotto i 40 °C, mescolando, si ridiscioglie e recupera la sua viscosità.

Come si prepara il Klucel G senza che faccia grumi?

Bagnando prima la polvere in circa sei volte il suo peso di acqua a 50-60 °C, senza superare i 60: a quella temperatura si inumidisce ma non si scioglie. Poi si completa con acqua fredda e si mescola, senza sbattere forte, finché non restano gel.

Che pellicola lascia il Klucel G asciugando?

Una pellicola flessibile senza plastificante, che non diventa appiccicosa nemmeno con umidità elevata. E resta solubile in acqua fredda e nei solventi polari; smette di esserlo solo se viene reticolata con un'altra resina.

Il Klucel G è pericoloso?

La sua scheda di sicurezza non lo classifica come pericoloso ai sensi del Regolamento (CE) 1272/2008, e non porta etichetta di pericolo. È però utile sapere che è una polvere combustibile: il limite inferiore di esplodibilità è di 30 g/m³ e l’autoaccensione a 420 °C. E che non va mescolato con ossidanti né con materiali fortemente alcalini o acidi.

Quale grammatura di carta giapponese tengujo scegliere: 6, 9, 12 o 18 g?
Si decide in base all'opera. Come rinforzo, la velina si sceglie in genere più leggera della carta originale, e le foderature, un po' più leggere dell'originale. Negli innesti di lacune si pareggiano gli spessori, sovrapponendo più fogli se necessario, e con testo sul verso si cerca una velina sottile e leggera. Il Tengujo 6 g, il Tengujo Kashmir 9 g e il Bib Tengujo 12 g sono in fibra di abaca (canapa di Manila). Completa la gamma il Tengujo 18 g.
ArticoloGrammaturapHComposizioneMisure
561 Tengujo6 g/m²6,7100 % manila480 × 940 mm
502 Tengujo Kashmir9 g/m²6,7100 % manila480 × 940 mm
240 BIB Tengujo12 g/m²7,1100 % manila480 × 750 mm
508 Tengujo18 g/m²6,7100 % manila460 × 690 mm

Quale grammatura si adatti a ogni intervento lo decide il restauratore.